Marta Mattarollo, autrice

Marta Mattarollo, autrice

Marta Mattarollo

Autrice

La prima occasione in cui incontrai Marta fu alla presentazione del mio libro. Me la presentò una persona speciale, l’imprenditrice di Ninfea Laura Pilotto nonché sua amica e oggi anche sua agente letteraria.  Fu il tipico esempio del fenomeno che io chiamo MAGNETI: belle persone che attraggono spiriti affini. Chiamateci streghe, maghe, sorelle o come volete, noi che vogliamo essere ribelli, emanciparci o cambiare il mondo, ci riconosciamo a livello energetico.
Immagina la scena, è il 2025 , si percepisce che l’AI cambierà l’umanità e ho appena finito il discorso su come dobbiamo fare la storia, quando mi si avvicinano queste donne altissime e coloratissime. Riconosco subito un’aura che avvolge Marta e quando con estrema naturalezza mi dice che a sua volta ha scritto un libro autobiografico su come ha vissuto e superato la malattia, le propongo di introdurla al mio editore. Nei giorni successivi Daniele Aiolfi, editor di Brè Edizioni – Gruppo Santelli – farà a sua volta la conoscenza di questa penna d’oro senza farsi scappare l’occasione di pubblicare un libro che ha tutti gli ingredienti per lasciare un impatto in chi lo legge.

Mentre faccio la conoscenza di Marta all’evento ConfapiD Treviso e Venezia “Oltre la leadership”

Marta, con il tuo romanzo d’esordio ‘Ballando la vita’ hai toccato corde profondissime, regalando ai lettori una storia di grande resilienza, autoironia e coraggio di fronte alla malattia attraverso la voce di Alma. Com’è stato per te staccarsi da questo primo, intenso nucleo narrativo e come sta influenzando l’approccio alla pagina bianca per i tuoi prossimi libri?

Devo dire che il distacco non è stato traumatico, anzi, è stato un processo di crescita necessario.
“Ballando la vita” racconta il mio rapporto intimo con la malattia attraverso il passaggio obbligato al dolore; la scrittura intesa come terapia.
Ora sento che posso andare oltre, raccontare attraverso le parole, tutto un mondo rimasto confinato in un cassetto della mia mente e pronto a prendere forma.
La scrittura è diventata per me un bisogno essenziale per estraniarmi dal mondo.
La pagina bianca è l’immagine di come ero prima; ora quella pagina è piena di parole e pensieri.

Una delle cifre stilistiche più apprezzate del tuo libro è la capacità di raccontare momenti di grande sofferenza tenendosi lontana dall’autocommiserazione, grazie a una straordinaria dose di autoironia. Questa capacità si percepisce anche nelle presentazioni con il pubblico. Come vivi questi momenti e cosa ti arriva da chi ti viene a incontrare e ti legge?

Ho sempre pensato che l’autoironia sia una delle forme più eleganti dell'intelligenza. Conoscere sé stessi permette di non prendersi mai del tutto sul serio e questo facilita il rapporto con il pubblico che non si sente obbligato a capirti.
Sono sempre stata una persona molto timida e ho sdrammatizzato questo mio lato con l’autoironia che mi ha salvato moltissime volte. Faccio la stessa cosa quando mi trovo davanti al pubblico che viene ad ascoltarmi.
Mi piace osservare l’espressione dei volti, l’alternanza di tristezza e sorrisi. Alla fine di ogni chiacchierata quello che mi porto a casa è sempre tantissima emozione, la loro ma soprattutto la mia.

Durante la presentazione del libro presso il municipio di Roma III (Montesacro) con il sindaco Paolo Emilio Marchionne e Maria Romano, assessora alle Politiche Sociali, servizi alla persona e politiche sanitarie.

In ‘Ballando la vita’ la rete di donne forti — come le indimenticabili figure di nonna Etta, nonna Tina, nonna Virginia e la sorella Anna — rappresenta un vero e proprio pilastro emotivo. Troveremo anche nelle tue prossime storie questo profondo legame con le radici familiari e la solidarietà al femminile, o esplorerai dinamiche relazionali differenti?

Il mio mondo è sempre stato una cerchia ben nutrita di donne: folli, eccentriche e meravigliosamente libere.
Raccontare le donne mi piace molto, ritengo che la capacità straordinaria delle donne di non darsi mai per vinte sia incredibile.
Le donne della mia famiglia hanno contribuito a rendermi quella che sono ora. Senza il loro assoluto potere matriarcale, che, detto di questi tempi suona strano, probabilmente non avrei scritto questo libro.
La società moderna non permette alle donne di avere un ruolo fondamentale, c’è ancora molto da lavorare.
La scrittura può facilitare questo processo, per cui si, continuerò a raccontare le donne ma non mi precludo nulla per il futuro. Chissà…

Lilt e la prevenzione al tumore al seno

Essendo ‘Ballando la vita’ un libro profondamente radicato nel vissuto e nella trasformazione del dolore in rinascita, i lettori si chiedono quale direzione prenderanno i tuoi futuri lavori. I nuovi libri in cantiere continueranno a trarre linfa da esperienze fortemente biografiche o ti stai cimentando con storie di pura finzione e nuovi generi letterari?

Sono fondamentalmente una persona molto curiosa, mi piace imparare cose nuove ma soprattutto ascoltare storie.
Le storie che inaspettatamente qualcuno ti racconta, diventano nella mia testa altre storie. Credo che una delle cose che amo di più dello scrivere sia proprio questa: lasciar andare la fantasia e liberare personaggi che all’improvviso affollano la mia mente.
Ognuno di noi possiede storie da raccontare, basterebbe solo non mettere limiti alla mente e lasciar andare la parte più folle che aleggia in ognuno di noi.
Marta con l’amica Laura

L’importante non è mai come cadi ma come ti rialzi’. Questa frase non è solo motivazionale ma la prova del potere terapeutico e salvifico delle arti (scrittura, musica…). Quale augurio puoi fare alle intraprendenti creative che leggono Wanna Magazine?

L’arte come terapia, la musica come medicina alternativa, la scrittura come modello di rinascita.
Fermatevi quando sentite che non sapete dove andare, respirate e fate un giro su voi stesse, un solo giro che vi riporterà nello stesso posto di dove siete partite. La differenza la fate voi, scegliendo sempre la cosa che vi fa stare meglio, scegliendo sempre la vostra felicità prima di tutto.
Lasciare che la parte irrazionale di noi stesse emerga per dare vita alla nostra vera essenza. Imparate ad essere anche un po’ folli e non pentitevi mai!
Questo è il mio augurio.

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Marta Mattarollo, autrice di “Ballando la vita” e presto altri libri!

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