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La casa giapponese: contaminazioni e sinergie dell’abitare

La casa giapponese: contaminazioni e sinergie dell’abitare

Oggi ho voglia di parlarvi, se pur brevemente, di casa in quanto spazio in relazione allo stile di vita. Lo farò analizzando un luogo della tradizionale giapponese, dove l’abitare e la sua gestualità hanno raggiunto il massimo della sua espressione. I miei studi mi hanno portata a concludere che il modo in cui direzioniamo i nostri bisogni, o che spesso percepiamo come tali, hanno subito l’influenza di un Oriente ormai non troppo lontano.

Sukiya, esso è il luogo dove si svolge la cerimonia del tè, più precisamente canoyou che potremmo tradurre in italiano: acqua calda per il tè. I materiali che la compongono sono il legno, il bambù, la paglia, considerati ai nostri occhi ecosostenibili ma più semplicemente orientati a rispettare delle regola che all’interno della cultura nipponica determinano il valore di ogni forma come impermanente e in trasformazione. Anche gli utensili per la cerimonia come i mestoli, i cucchiai, i frullini e le ciotole in particolare, spesso realizzate con la tecnica del raku esprimono concetti difficilmente traducibili come è il sabi e il shibui che possono essere spiegati nei termini di semplicità, impermanenza ma allo stesso tempo spontaneità e raffinatezza, sobrietà ma efficacia.


La sala da tè è composta anche da altri elementi come ad esempio il tokobashira, un tronco verticale mantenuto il più possibile allo stato grezzo che delimita lo spazio dove viene posta una calligrafia o una composizione floreale che noi conosciamo con il nome di chabana. Ciò che si osserva all’interno di questo spazio agli occhi dei più inesperti potrebbe sembrare un puro esercizio di stile, ma in realtà nasconde, una profonda ricerca che mira al dettaglio dove l’innovazione e la ripetizione del gesto durante il cerimoniale, la tradizione e la sperimentazione cercano di bilanciarsi. Quando parlo di gesti, mi riferisco a come chi prepara e chi degusta il tè si muova in modo lento, preciso, nell’attenzione dello spazio e dei tempi altrui e nel forte sentimento di condivisione che è la valenza che questo rituale dovrebbe avere.

Se le parole di questo articolo hanno acceso la vostra voglia di approfondire la cerimonia del tè in funzione dello spazio, vi suggerisco un paio di buone letture.

Lo zen e la cerimonia del tè, Kakuzo Okakura

The art of Japanese Architecture, David Young

Con questo articolo Wanna chiude il ciclo del  topic “cambio casa”. Grazie ad Elena abbiamo visto come le nuove tendenze abitative parlino di ecosostenibilità e di spazi disegnati sulle nostre esigenze, o di come gli angoli di verde non debbano essere sacrificati ma ridefiniti grazie all’esistenza delle nuove tecnologie. Chiara ed Anna ci hanno aiutato con le loro letture a capire come riorganizzare gli spazi del nostro quotidiano, guardando in maniera più attenta agli orientamenti che i social ci trasmettono. Infine grazie all’intervista della nostra creativa del giorno, abbiamo visto come l’esperienza di cambiare casa, città e paese modifichi anche spazi non visibili, come quelli emotivi che a loro volta rendono reali le nostre case.

Wanna continua nel proposito di accompagnarvi nelle vostre vite con il prossimo argomento che sarà la crescita personale.