fbpx

L’equilibrio del pianeta: sostenibilità e resilienza

L’equilibrio del pianeta: sostenibilità e resilienza

Parlando di equilibrio a livello globale entra in gioco la responsabilità che gli uomini hanno verso la natura. 
Abbiamo chiesto a Clielia Daniel, consulente RSI, se crede che nel futuro della Terra si raggiungerà una ritrovata armonia.

Clelia, il mondo si è fermato e abbiamo avuto tutti (cittadini, aziende e istituzioni) molto tempo per riflettere. Come ha impattato la pandemia sul piano della responsabilità sociale d’impresa?

La sostenibilità aziendale come la conosciamo potrebbe cambiare, grazie ad un nuovo sciagurato ingrediente: il Covid-19. Pur avendo dedicato la mia carriera a promuovuore la responsabilità sociale d’impresa, mi rendo conto che spesso tutto potrebbe ridursi ad un calderone su cui le aziende fanno confluire le loro azioni (obbligatorie) riguardo questioni ambientali, sociali e di governance. Il risultato è un gran miscuglio di filantropia, misure di protezione dei dipendenti, energia rinnovabile e non per ultimo – un modo di attirare capitali e aiuti. Ma forse la pandemia di coronavirus aiuterà le imprese a capire che la sostenibilità aziendale crea valore solo quando è connessa ai bisogni della società.

Cosa è cambiato nel modo di vedere l’impatto che gli stili di vita e le produzioni commerciali hanno sulla natura?

Per molti, la recente frenesia per la sostenibilità e gli investimenti responsabili erano fumo negli occhi. Chi avrebbe potuto sospettare che un virus letale potesse aiutarci a separare il fumo dall’arrosto? A dire il vero le basi erano già pronte, a ora però siamo tutti consapevoli che i cambiamenti – anche radicali – possono avvenire in meno di quanto si pensi. L’emergenza ha portato le imprese a ripensare a cosa si sarebbe potuto fare per scongiurare la pandemia, prendendo come punto di partenza un bisogno della società e non viceversa.

Oltre al dolore e alle difficoltà di molti, che non vogliamo dimenticare, ci sono stati anche effetti positivi. Che cosa possiamo augurarci per la ripresa?

Io però, come molti consumatori, mi aspetto che le aziende varino piani per costruire una maggiore resilienza, in tutti i campi, non solo quello sanitario. Per esempio, le emissioni sono diminuite in tutto il mondo a causa della ridotta attività economica, ora vorrei vedere le aziende avere un piano a lungo termine oltre qualsiasi riduzione temporanea. Vorrei vedere più aziende collaborare con altre organizzazioni per trovare soluzioni alla mobilità sostenibile, all’invecchiamento della popolazione, alla riduzione degli sprechi, alla gestione dei big data per il bene comune, alle questioni di genere e alla lotta degli insetti inpollinatori.

Se vogliamo finalmente raggiungere un equilibrio cosa possiamo fare?

È ormai chiaro che che il nostro modello di sviluppo non sia sostenibile, non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale. Tutti siamo chiamati a contribuire dalle imprese al settore pubblico, dalla società civile alle istituzioni filantropiche, dalle università e centri di ricerca agli operatori dell’informazione e della cultura. Le Nazioni Unite stanno facendo il loro meglio per coordinare questi sforzi attraverso un piano comune per tutti, l’Agenda 2030, che si si articola in (ben) 17 Obiettivi, 169 Target e oltre 240 indicatori.

Immagino che molti leggendo questa tua testimonianza professionale abbiano voglia di saperne di più. Ci lasci qualche spunto di approfondimento?

Volentieri. I riferimenti chiave per chi volesse districarsi nel panorama italiano della sostenibilità sono:

L’ASviS, che riunisce oltre 200 tra le più importanti istituzioni e reti della società civile italiana per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. In una sessione dedicata nel suo sito, si possono trovare rapporti, presentazioni, appelli e altri documenti sui temi della sostenibilità, consultatabili e scaricabili gratuitamente. Inoltre, come regola generale, se un evento è patrocinato od organizzato dall’Asvis si può essere sicuri che sia perlomento rilevante https://asvis.it/eventi/

Per ciò che riguarda la comunicazione della sostenibilità, di sicuro il GRI è leader globale del reporting di sostenibilità. Questa organizzazione internazionale indipendente aiuta imprese, governi ed altri enti a comprendere e comunicare il loro impatto. I suoi seminari e i programmi di formazione offrono un’opportunità unica per conoscere gli strumenti per comunicare la sostenibilità. A fine settembre 2019 il GRI ha pubblicato la traduzione in italiano dei 3 standard universali e tutti i 33 standard specifici che ora sono ora disponibili gratuitamente da scaricare e utilizzare. Gli standard in italiano renderanno la rendicontazione di qualità più accessibili a più aziende, in particolare le piccole e medie imprese (PMI).