La mamma che avrei voluto essere. Per la serie Mammadimerda il libro e lo spettacolo

La mamma che avrei voluto essere. Per la serie Mammadimerda il libro e lo spettacolo

Non so meditare, né filosofeggiare. Tanto meno sono una pedagoga. Più che altro sulla scia di @mammadimerda (Sarah Malnerich e Francesca Fiore le quali vantano un libro edito da Feltrinelli, “Non farcela come stile di vita“, uno spettacolo primaverile sold out che si presta a diventare un tour estivo “Mammadimerda uno spettacolo esecrabile al sole”) mi ritrovo a chiedermi se sono la madre che avrei voluto essere.

Leggo Mammadimerda perché è bello sapere che non sono siamo sole e perché non esiste solo Dostoevskij!

Così penso alla mamma che avrei voluto essere e guardo la mamma che sono diventata in realtà facendo il punto in una check list semiseria. Snocciolo i “celo/manca” come tanto andava di moda negli anni ’80, e scopro che sono molto vicina all’idea di mamma che avrei voluto essere ma anche che là dove non lo sono in realtà non è per una mia mancanza ma bensì perché le aspettative erano assurde, fomentate da preconcetti che poco hanno a che fare con la realtà. Questo esercizio, se così si può definire, mi ha aiutata a sfatare il mito della mamma performante, onnipresente e infallibile che fa tanto anni ’50. Spero che nel leggerlo ti possa riconoscere e divertire anche tu!

 

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Celo manca: la lista semiseria della mamma che avrei voluto essere

  • una mamma che viaggia
    (non sono esattamente nomade quanto vorrei ma non mi definirei nemmeno sedentaria. Già essere il tipo di mamma che non si scoraggia per una gita fuori porta mi sembra una conquista)
  • che non compra niente “da bambino” o “per bambini”
    (niente ciuccio, né girello; solo fascia e allattamento. Almeno è stato così con la prima figlia. Col secondo figlio certe comodità, tipo bicchierino di plastica con beccuccio, sono da considerarsi salvavita!)
  • una mamma che “mio figlio usa la tecnologia ma solo a scopo educativo e non ludico”
    (ci credo solo io?!?!)
  • una mamma niente zucchero e junkfood ma solo cibo sano fatto in casa
    (e Dio solo sa quanto mi costi preparare tutto espresso senza cedere nel diventare una foodblogger. E poi diciamocelo: quella di prendere le merendine è la tentazione più grande, anche perché ci dobbiamo rinunciare noi per primi se voglio essere coerente con noi stessi e dare l’esempio “perché i bimbi imparano dall’esempio”. E ok che un figlio è l’occasione per migliorare ma certi giorni le patatine ti tirano sù una costa!
  • che in macchina ascolta musica vera e non zecchino d’oro
    (mia figlia vuole solo rock&roll… E via di Måneskin e la preadolescenza anticipata)
  • una mamma che parla di pene e vagina e non usa nomignoli per coltivare tabù
    (ce l’ho al punto che quasi mi sono pentita di tanta franchezza proprio poco fa quando sulla torre a Leolandia mia figlia, al mio “sento le farfalle nella pancia” ha rincarato “e io nella vagina” e il bimbo affianco a lei, accompagnato dal papà, le ha fatto eco con “e io al pisellino”).
  • una mamma che continua a frequentare le amiche storiche tutti i venerdì

    sera anziché le altre mamme al bar tutte le mattine (beh non proprio tutti i venerdì, ma più che altro ogni morte di papa, ma ce l’ho. E benvengano nuove amicizie purché ben selezionate!!!

  • una mamma che conserva una casa da adulti dove però i bimbi riescono ad avere la loro autonomia (se non fosse che i ripiani bassi della libreria del salotto sono tutti pieni di giochi potrei dire “celo”)
  • che può parlare al telefono senza intromissioni (manca, decisamente manca)
  • una mamma che educa senza essere severa, noiosa, pedante ma che sa farsi rispettare con il sorriso e la complicità (eheeemmm)
  • una mamma che tramanda la tradizione e coltiva la spiritualità senza folclore e nonostante la religione non esista più
    N.B
    Forse questi due punti sono collegati perché bisogna avere fede in qualcosa, e allora perché non avere fiducia nei propri figli?
  • una mamma che fa sport regolarmente
    (se non contiamo l’attività fisica che richiede h24 un poppante di 9mesi per 12kg, il tutto si riduce a 45minuti a settimana di nuoto libero)
  • una mamma che mette a letto i figli alle 21:00 e ha conservato un residuo di energia per fare l’amore.

    Perché in fin dei conti se sei mamma non smetti di essere donna e questo devono tenerlo presente in primis i compagni: non pretendendendo che tu sia perfetta e instancabile ma ricordandoti, con una coccola, che sei vulnerabile e sexy!!!

. una mamma che tutte le sere legge una favola ai propri figli (… e quando non ce la faccio delego ad Audible! Bianca ormai il Piccolo Principe lo conosce a memoria!)

Ovviamente per poter scrivere questo post ho cacciato mio figlio in vaschetta in una tipica situazione win/win