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Siamo fatti per brillare

Siamo fatti per brillare

Parlare di equilibrio in periodo di COVID-19, dove ogni cosa sembra essere tutto tranne che in equilibrio, è davvero una sfida che non lascia indifferenti.

In questo periodo di isolamento e grandi riflessioni mi sono ripromessa di “buttarmi un po’ di più” e di ripartire con più fiducia nella mia spontaneità. Ed eccomi qui a scrivere. In equilibrio, con la testa tra le nuvole e i piedi ben piantati a terra.

 

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La situazione è variegata e non mi piace l’idea di rappresentare un’emozione, una situazione o semplicemente un solo pensiero. Il mio intento non è cercare di portarvi “fuori contesto” con strepitosi viaggi mentali, ma piuttosto di cambiare prospettiva chiedendovi di restare esattamente dove siete.

Probabilmente i vostri piedi ora poggeranno sul pavimento di casa vostra, o del vostro terrazzo, o ancora sul vostro bellissimo prato (beati voi, mannaggia!). Qualunque sia la vostra condizione è il punto di partenza giusto per seguire le mie parole!

Mai prima d’ora avevamo rivolto il nostro pensiero all’esterno in un’attesa che dipende solo e unicamente dagli andamenti di nuovi grafici, nella speranza giungano quelle parole di conforto, quel famigerato “via libera” per poter uscire dalle quattro mura che ormai da più di un mese ci sopportano.

In questi giorni bramiamo tutto ciò di cui prima ci si lamentava. Quelle cose ora ci mancano come l’aria, e non vediamo l’ora di poter riprendere a fare e disfare. Probabilmente torneranno essere presto fonte dei nostri lamenti.

Perché la verità è che il tempo stringe soprattutto quando ne hai tanto a disposizione e si farebbe qualsiasi cosa (ma proprio qualsiasi) per sfuggire dalla noia, dalla solitudine e dal silenzio.

Allora pensiamoci un minuto di più. Fermiamo nella memoria questo senso di grande distruzione, un decadimento, da vivere non più come un limite ma come nuovo inizio. Quello che abbiamo sognato e desiderato.

 

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Una natura più bella.

Stare più tempo in famiglia.

Avere il tempo di ragionare su un grande progetto.

Capire il valore delle cose essenziali.

Rispondere ai grandi interrogativi personali che spesso ci poniamo e che lasciamo in sospeso.

E ancora:

arricchire la nostra mente con nuove letture;

provare nuovi sapori;

scoprirci grandi esploratori degli stessi spazi di sempre, in senso fisico e lato.

Stabilire un nuovo equilibrio.

Tutti noi almeno una volta abbiamo sognato che il mondo si fermasse per un momento e che le persone facessero quel passo verso una consapevolezza collettiva ormai dimenticata.

Certo la vita non è come un grande video game in cui tutto accade con un click. Pensavamo davvero che sarebbe stato così semplice?

Non lo è affatto, lo so. Da ventiquattrenne credo di parlare a nome di quella generazione che dovrebbe portare nuovo coraggio ed energia, e che anche in questo momento ci si aspetta manifesti positività perenne.

No signori! Le paure e gli sconforti ci sono per tutti, anche per “noi che siamo giovani” e che, come sento spesso dire, “abbiamo ancora una vita davanti” per poterci riscattare.

Una vita davanti a cosa? Vorrei rispondere.

Non mi interessa essere avanti.

A me interessa essere ADESSO.

Voglio vivere già ora in maniera attiva questo momento di decadimento come una consapevole rinascita, dolorosa sì ma per essere più forte e bella di prima!

Ora che ho imparato la lezione delle distanze, non voglio più farne a meno: manterrò anche quando non richiesto un metro per ogni parola, azione e attenzione. Ricordando che tutto incide e niente è scontato.

 

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E ADESSO, proprio adesso, che più di ogni altro tempo ho imparato l’importanza di condividere state certi che non mi precluderò, ogni volta che mi sarà concesso, di riempire questa terra di qualcosa di mio.

ADESSO è il nostro tempo, ADESSO è il momento per ritrovarci e ritrovare il nostro equilibrio!

Di guardare in faccia i nostri mostri più brutti e non sconfiggerli, ma accettarli e farci accompagnare anche da loro nell’avventura di questa nuova esperienza di vita.

Con questo non voglio sminuire la gravità del momento storico che stiamo vivendo. Sono ben consapevole che tutti, nessun escluso, siamo sottoposti a un dolore collettivo difficile da sostenere. E io questo dolore lo rispetto, lo piango spesso ma poi lo lascio andare.

Perché noi abbiamo un grande potere: quello di scegliere cosa fare del nostro tempo e se essere succubi o compagni fedeli di questa potente energia!

Per citare Haruki Murakami

“non esiste ombra senza luce, né luce senza ombra.”

Non è questo forse il principio di “equilibrio”?

 

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Un abbraccio, oltre ogni distanza.