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Nella vita ci vuole equilibrio

Nella vita ci vuole equilibrio

Il precedente topic sulla crescita personale ci ha portato a individuare nell’equilibrio la condizione auspicabile a cui tendere per raggiungere la felicità o comunque averne un sentore.
Ma come si raggiunge l’equilibrio?
Pensiamo ad esempio all’atto di imparare a camminare. Passare da quadrupedi a bipedi è ormai nel nostro DNA. “Siamo nati programmati per imparare” conferma Rodolfo Cavaliere, educatore di Biella Cresce. Possiamo dunque dire, per la proprietà transitiva, che in un certo senso siamo nati per tendere all’equilibrio.
Usiamo dunque quest’immagine, quella del bambino che impara a reggersi in piedi e a muovere i primi passi nel vuoto, per capire come nella vita possiamo procedere a testa alta tra le difficoltà sentendoci sicuri di noi stessi e fieri. Perché no, anche felici.

Imparato a camminare è la prima prova di equilibrismo che tutti noi abbiamo dovuto affrontare. Difficile però che ce ne ricordiamo. Forse può tornarci in mente di quando abbiamo imparato a pedalare in bicicletta. Se qualcuno di voi fa qualche sport, o il giocoliere, può addirittura avere un’immagine ancora più lucida del processo che ci porta a raggiungere la stabilità fisica. Provate a chiedere ad un genitore come è andata per suo figlio e lui vi racconterà per filo e per segno tutte le tappe di come ha aiutato il proprio cucciolo.

Rodolfo Cavaliere, nel corso online “Giochiamo insieme da 0 a 6 anni”, ci spiega benissimo come il processo di apprendimento sia innato e vada agevolato limitandosi a creare l’ambiente adatto. “Non aiutate vostro figlio prendendolo per mano perché devierete la sua concentrazione portandola sulle mani, alla sensazione di sicurezza che queste tramettono. Il bimbo invece deve essere libero di ascoltarsi, capire cosa sta avvenendo, dove si trova il peso, come lo sta scaricando a terra sui piedini. Guarda caso l’equilibrio dipende dall’apparato vestibolare che si trova nell’orecchio. Se invece lo aiutate tenendolo appeso crederà di poter buttare il peso in avanti e ritarderà l’apprendimento.”

Il segreto per raggiungere l’equilibrio lo custodiamo già dentro di noi. Impariamo dunque ad ascoltarci chiudendo gli occhi e guardando dentro di noi.

N.B.
Cari genitori non stiamo dicendo che non c’è niente che possiate fare. Tutt’altro. Il mestiere del genitore è quello prevede di osservare il proprio figlio per metterlo in sicurezza e magari anticipare le mosse successive e quindi stimolare (mai inibire) l’apprendimento di nuove esperienze.
Volete sapere che “trucchetti” potete mettere in atto per fare la differenza per vostro figlio? Vi raccomandiamo di frequentare il corso “Giochiamo insieme da 0 a 6 anni” di Biella Cresce ricco di stimoli per imparare attraverso il gioco libero.